martedì 23 settembre 2008

Has opened in Beijing the biggest italian food center - Piazza Italia porta la distribuzione del food made in Italy in Cina




In Beijing has opened the first of three floors of Piazza Italia, the biggest Italian food center of the world, which, with a range of 2,000 Italian products, is a unique way of approach, taste and buy the best Italian food. 

With more than 500 tickets and 1,000 visitors a day, is already a success, which bodes well for the future where by September will start operations in October of the second and third floor. 

Open from 7 am to 2 at night, every day of the week, the Center, headed by an Italian manager, is followed by 91 employees, both Italian and Chinese, of which 27 per brigade of the room and 38 for Brigade kitchen, led by an Italian chef to offer customers the Chinese show of Italian preparation.

After Beijing will follow the flag shops of Shanghai, Hangzhou and Tiaanjim, with a total investment estimated around 9 million euros, with the completion of the 4 holes, it is expected a turnover of 35/40 million euros. 

From Italy will be imported to 40% packaged food, 30% hams and cheeses, wines to 20% and 10% olive oil. The second phase of the project involves the development of an indirect network franchise.

On the following the analisys edited by Fabiana Podreider Lenzi, published on our Media Partner, Corriere Asia


Crai apre in Cina: Piazza Italia è il nuovo mega food center di prodotti Made in Italy


PECHINO: Entro il mese di ottobre sarà completato il centro di Pechino, di cui oggi e' aperto solo il primo dei tre piani previsti dal progetto, mentre sono gia' in cantiere aperture a Shangai, Tiaanjim e Hangzhou, per un investimento complessivo che viaggia intorno ai 9 milioni di euro a regime e un fatturato stimato in 35/40 milioni. Nei mega store Piazza Italia arriverà l'eccellenza della gastronomia italiana, quella artigianale e quella industriale di qualita': dai pelati in scatola alle orecchiette di Bari, dal prosciutto di San Daniele alle friselle salentine.
Dei 2mila prodotti che sbarcheranno in Cina, il 40% saranno alimentari confezionati, il 30% formaggi e prosciutti, il 20% vini e il 10% olio d'oliva. Al primo piano del mega food store di Pechino, nel cuore del quartiere di lusso della capitale (China central Place) e' gia' disponibile una galleria di tipicita' artigianali Dop, Igp, una scelta di eccellenze vitivinicole e di prodotti industriali di alta gamma. 

Al secondo piano del centro, che sara' completato entro la fine del mese di settembre, sara' aperto un angolo per la gastronomia calda e fredda, uno spazio dedicato alla pasta e alla carne, 145 metri quadrati di enoteca, un'oleoteca con 70 etichette diverse di extra vergine, ma anche un'area per gli accessori per la casa, una scuola di cucina italiana e altri spazi in cui fermarsi e assaggiare. 
Al terzo piano, previsto entro la fine di ottobre, ci sara' un ristorante alla carta, un bar e un salone per grandi eventi. Il centro sara' aperto dalle 7 della mattina alle 2 di notte,impiegherà 91 persone e sarà gestito da un manager italiano. Il progetto e' firmato da Trading Agro Crai, societa' per azioni nata a luglio 2007, partecipata da Crai Secom, Consorzio Grana Padano, Cavit, Conserve Italia, San Daniele srl, Frantoi Artigiani d'Italia, Boscolo Etoile del gruppo Boscolo che si occupa della parte ristorativa e da Emanuele Plata, amministratore delegato, con il supporto di Simest, finanziaria pubblico-privata, guidata da Massimo d'Aiuto con il supporto del Ministero del Commercio Internazionale, del Ministero dell' Agricoltura e Confagricoltura . 

E' una vecchia recriminazione dei produttori italiani : il camabert e lo champagne devono molto della loro popolarità internazionale al supporto loro fornito dalle grandi catene francesi es. Carrefour. 
L' italian food non ha mai avuto sponsor altrettanto efficaci. Alcuni segnali di cambiamento sono in corso: Autogrill con la sua catena di ristorazione diffusa in tutto il mondo e il graduale ingresso di Coop in Europa dell'Est a cui ora si aggiunge Crai che pero' sta giocando la sua carta in un modo originale, con una formula a geometria variabile a seconda della area geografica coinvolta. 
L' Italia ha cercato per lungo tempo di identificare strategie commerciali che fossero in grado di accedere al mercato cinese anche ad aziende di piccole e medie dimensioni con prodotti originali e di elevata qualita' sfruttando la popolarita' del Made in Italy ma finora hanno avuto poco successo. 

L'iniziativa Trading Agri Crai e' mirata al settore agro alimentare e poggia su basi molto solide: e' un' alleanza che coinvolge tutta la filiera, giudata da un pool di marchi forti con competenze differenziate che vanno dalla produzione alla trasformazione alimentare al catering passando per la distribuzione. Può offrire a tutte le aziende coinvolte consistenti economie di scala, con un notevole abbassamento dei costi logistici, di promozione e agenzia, delle attività complementari tipo etichettatura e certificazione dei prodotti, nonché la tutela e la registrazione di tutti i marchi. Dopo la Cina sono gia' in corso trattative per aperture in India e Russia.
Fabiana Podreider Lenzi


1 commento:

RUGGERO VASARI ha detto...

Interessante e lodevole l'iniziativa di vendere in Cina i prodotti made in Italy. Desidero sapere come mettermi in contatto con Dott. Emanuele Plata- presidente della CRAI-Trade per poter sottoporre alla sua attenzione il mio vino DOC "Mamertino" certificato biologico, un vino storico noto anche come vino dell'imperatore giulio cesare che lo offri per brindare al suo terzo consolato. In attesa di risposta. Grazie per l'attenzione. RUGGERO VASARI

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