Visualizzazione post con etichetta Fashion Trend and Arts in China. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fashion Trend and Arts in China. Mostra tutti i post

martedì 21 ottobre 2008

International Visual Art and Architecture Project: Beijing Birmingham Terni: Map Games- Dynamics of Change


When China was chosen to guest the Olympic Game, a new urbane plan was projected in order to renovate the landmark of Beijing. Therefore the capital has been little by little transformed into a new modern metropolis. Now what you see driving around Beijing, it’s a futuristic urban space, which showcases majestic masterpieces of contemporary art and architecture such as the so-called Bird Nest, Water Cube and CCTV Tower. These are the new symbols of an ancient city and for many people they are taking the place of the more classical and common ones: the Great Wall, the small alleyways of the hutong and the red roofs of the Forbidden City.

About this innovative environment, 24 Chinese and International artists and architects were commissioned to create works that could express their own perception of the new capital. They had to do a map game, inventing their own way of mapping Beijing city. The changing metropolis is transforming the rhythm and habits of people’s life as well. The urban renewal is augmenting and in its been vague and undefined, it is almost becoming a spiritual dwelling independent of people’s living spaces. This artists and architect have been perceiving the city at multiple levels and aspects and have redefined Beijing- an ancient city with a rich historical background and an innovative formless future.

“Map Games- Dynamics of change” is an international project touring across three cities: Beijing, Birmingham and Terni. After Beijing, where the exhibition was held in June, on October 18 the it opened at the Birmingham Museum and Art Gallery, there it will be hosted until January 2009. Map Game will fly to Italy in February by the new Centro Internazionale di Arte Contemporanea. The event has been promoted by International and National Institutions.

Progetti di Arte Internazionale: mostra itinerante sul triangolo Pechino- Birmingham- Terni, visioni futuribili della capitale cinese

Pechino è una città in continuo cambiamento. Soprattutto in vista delle ormai concluse Olimpiadi, l’assetto urbano è stato sottoposto ad una radicale rielaborazione più moderna e avanguardista: solo per fare alcuni esempi, l’architettura del Nido d’Uccello, del Water Cube, della CCTV Tower sono diventati nuovi simboli di una capitale che si rinnova, che lentamente sostituisco i più antichi e classici tetti a punta di templi e dimore o le straordinarie stradine strette e squadrate degli hutong nei vecchi quartieri. Nella moderna Pechino, passeggiando nel distretto di Guomao, monumentali costruzioni spaziali sembrano trasformarsi nella loro apparenza tra il giorno e la notte: luci al neon e contrasti di nero attribuiscono connotazioni avveniristiche e fosforescenti ad un paesaggio normalmente grigiastro, il nuovissimo Sanlitun Village ha re- inventato la famosa “Jiuba Jie” ridisegnandola secondo caratteristiche tipicamente Hongkongine. Tutto, in altre parole, diviene più materialistico e globalizzato. Ritmi sempre più intensi scandiscono il tempo di chi questo spazio lo vive, in una sorta di alienazione culturale dove troppi stimoli, troppi imput spingono a nuove ricerche di identità e valori.

E’ proprio in tale contesto mutante che si collocano le opere dei 24 artisti e architetti cinesi e internazionali che a partire da oggi espongono le loro opere in Inghilterra presso il Birmingham Museum and Art Gallery.

La mostra “Map Games- Dinamics of Change”resterà aperta al pubblico fino al prossimo 4 gennaio 2009. Birmingham è la seconda delle tre tappe di un tour che è partito dal Today Art Museum di Pechino lo scorso giugno e che terminerà a Terni in Italia presso il Centro Internazionale di Arte Contemporanea il prossimo febbraio 2009. Si attende con ansia il momento in cui un’esposizione di tale portata mondiale giungerà nel nostro paese, inserendo anche l’Italia nel vibrante interculturalismo dell’arte contemporanea.

Map Games è un progetto il cui fine è quello di stimolare delle riflessioni non solo sul cambiamento fisico della città di Pechino, ma anche sul modo in cui l’esperienza di tali trasformazioni influenzano la vita della gente e sui rischi dell’emergere di fenomeni di anomia sociale tra le macerie del passato e la ricerca di identità future.

L’iniziativa del progetto è nata dalla visual artist russa Varvara Shavrova, e si è realizzata tramite la collaborazione creativa tra i due curatori italiani Rosario Scarpato e Monica Piccioni, il cinese Feng Boyi e la stessa Varvara Shavrova. L’idea si sviluppa dal concetto di “mappa” come strumento in grado di fornire importanti informazioni logistiche su luoghi sconosciuti, consentendo, pertanto, un certo margine di indipendenza nell’esplorazione di posti nuovi, con i quali si entra lentamente in contatto, e con i quali si instaura un certo grado di familiarità. In tal modo, le mappe diventano anche diari descrittivi del sé in relazione al mondo esterno, di una percezione personale dello spazio che viene filtrata attraverso un oggettività visiva diventando un’esperienza unica ed individuale. Il Map Game si sostanzia come un gioco di “mappatura” personale  dettato da caratteristiche legate alla sensazione del singolo.

Molte delle opere degli artisti e architetti impegnati nel progetto sono state appositamente commissionate per l’occasione e offrono allo spettatore un’occasione importante di interculturalismo. I 28 partecipanti provengono da Cina, Italia, Germania, Inghilterra e Olanda e mostrano dei punti di vista nella descrizione e nella percezione del territorio e dello spazio che prendono vita nella varietà delle opere inserite in un contesto di arte che va oltre ogni confine, non si tratta di arte orientale od occidentale, ma di un universale che diviene arte come invenzione, gioco, sperimentazione di temi comuni. Ne consegue una varietà di stili e mezzi che oltre alla costante riflessione sulla cultura, la storia, la vita, ci guidano verso la visione di un futuro immaginabile e vicino.

Gli artisti che hanno preso parte al progetto sono: Ai weiwei, Bai Shuangquan-tozer pak, Sarah Beddington, Anna Boggon,Chen Shaoxiong, David Cotterrell, Andrea Gotti, Guan Shi, Li Juchuan, Lin Yilin, Michael Najjar, Perino & Vele, Varvara Shavrova, Tang Hui, Hugo Tillman, Wang Jianwei, Wu Wenguang, Yin Xiuzhen, Yuan Shun.  
Mentre tra gli architetti: Marcella Campa + Duliao studio, Ma Qingyun, Winy Maas, Wang Hui.

Il progetto è stato appoggiato e sostenuto da importanti istituzioni a livello nazionale ed internazionale, e nella sua tappa di Pechino aveva attirato l’interesse di molti visitatori e media.

Luisa D'Auria

ASG - Research Staff 

lunedì 8 settembre 2008

Seventh Shanghai Biennale, the development of urban spaces


TRANSLOCALMOTION

The 2008 edition proposes to focus on one of the most import cornerstones of urban design: the public square which is a prime location of transfer, connection, connectivity, meeting, social and economical exchange. As a starting point for the Seventh Shanghai Biennale the curatorial team suggested utilizing People’s Square, of which the Shanghai Art Museum is actually part of. This public square seems to contain on a small-scale level a lot of crucial issues that the current Chinese society faces today. One of the most significant aspects of these is the migration from underdeveloped rural areas to developed urban spaces, in search of opportunities amidst the drastic social and economic changes in China.

____________________________________________________________

CURATORIAL TEAM

Zhang Qing (artistic director), Deputy Director of Shanghai Art Museum. http://www.shanghaibiennale.com

Julian Heynen (curator), Artistic Director of K21 Kunstsammlung Nordrhein-Westfahlen in Dusseldorf, Germany, http://www.kunstsammlung.de

Henk Slager (curator), Dean Utrecht Graduate School of Visual Art and Design, Utrecht, The Netherlands,http://www.mahku.nl

Xiang Liping (assistant curator), coordinator Shanghai Biennale Office

Li Ning (assistant curator), curator Shanghai Art Museum.

PRESS CONFERENCE 

Ifa Gallery Berlin, Linienstrasse 139-141, April 4, 1-2 PM 

CONTACT

Shanghai Art Museum
325, Nanjing Road West
Shanghai 200003, China
Tel: 86 21 632272829257


ITALIAN VERSION REVIEW

Dalla recensione di Luisa D'Auria, pubblicata su Corriere Asia dell'8 settembre -


SHANGHAI: L' attesissima settima edizione della Biennale di Shanghai si apre oggi allo Shanghai Museum of Art e sarà visitabile fino al prossimo 16 novembre. Il tema per quest'anno è la "Translocalmotion" che porta con sé una proposta di riflessione sulle dinamiche dello spazio e su chi lo abita senza dimenticare la continua e costante urbanizzazione che lo caratterizza. 

Non a caso sono arrivati alla Biennale aeroplani, treni, trattori e persino cavalli: mezzi di trasporto nei quali risuona costante il tema dell'esibizione. Un numero impressionante tra video, dipinti, installazioni, opere interattive, sculture e fotografie create da circa 60 artisti provenienti da 21 paesi, decora ogni angolo del museo. I curatori qust'anno come non mai prima si sono adoperati per sfruttare al massimo il limitato spazio a loro disposizione, e l'unica soluzione possibile è stata quella di utilizzare anche parti "secondarie" come toilet, corridoi, soffitti e persino la zona esterna e circostante il museo, facendo di tutto complesso un'opera d'arte unica. 

Nonostante la carenza di spazi, un intero piano del museo: il secondo, è stato allestito con le opere di tre soli artisti: l'americano Mike Kelley, il cinese Yue Minjun e il duo danese Lonnie Van Brummelen and Siebren De Hann. Questa scelta crea una sorta di mostra nella mostra per illuminare coloro che sono ritenuti essere al centro dei riflettori per il 2008. 

L'idea del curatore cinese Zhang Qing sebbene rischiosa (non è mai avvenuto prima ad una biennale che un intera sala espositiva venisse dedicata a un numero tanto esiguo di artisti), è stata ben accolta dai due curatori stranieri che l'hanno considerata una reazione alla tendenza solita delle biennali di contenere in un unico ampio spazio una moltitudine di pezzi e stili artistici differenti e, inoltre, la scelta attuale crea all'interno del secondo piano un effetto visivo improvvisamente diverso e quasi in contrasto con il resto del museo. In realtà i tre artisti sopra citati sono anche coloro che meglio rappresentano il tema della biennale: Kelly mostra delle parti tratte da due gruppi di lavori che raffigurano una città utopica del futuro, il duo danese presenta quattro film muti, mentre del cinese Yue è esposto una serie di dinosauri di diversa grandezza con facce umane. 

Proprio la proposta di Yue aveva inizialmente suscitato delle polemiche, si era detto che non aveva alcun riferimento al tema della biennale. Fondamentale è stato il sostegno dei curatori al fine dell'esposizione. In particolare Zhang Qian ha visto nei dinosauri con il viso umano una perfetta metafora della condizione dell'uomo sul pianeta: come i dinosauri dominavano la terra millenni di anni fa ma si estinsero per ragioni naturali o fattori sconosciuti, così l'essere umano sta oggi attraversando crisi difficili da gestire come il riscaldamento globale e la carenze di fonti di energia: è l'uomo destinato a vivere lo stesso destino? I visitatori del museo saranno incuriositi anche dalla presenza di una gigantesca locomotiva ferma proprio all'ingresso del museo. Il treno è un simbolo collegato ad una pagina precedente della storia della Cina, quando, durante la Rivoluzione Culturale (1966- 1976), giovani cinese venivano mandati dalla città alle campagne per un periodo di "rieducazione". Si parla di circa 10 milioni di giovani che si spostarono dalle zone urbane a quelle rurali, alcuni dei quali non tornarono più indietro. Secondo il curatore Zhang, il treno rappresenta le gioie, le lacrime, la passione e i sogni di un'intera generazione. Il treno di 45 tonnellate di peso è stato trasportato da Hangzhou fino a Shanghai non senza incontrare un numero indefinito di difficoltà, lo stesso vale per un aereo di 19 metri di lunghezza fatto di tessuto, legno e acciaio inossidabile. 

L'opera è di Yin Xiuzhen ed è la copia di un jet 747, sulle cui ali sono sospesi una macchina e un trattore mentre all'interno sono esposti costumi delle minoranze cinesi. Ai visitatori è concesso di salire sull'aereo per godere dell' esibizione da un altro punto di vista. L'aereo simboleggia lo stato attuale della Cina e dei cinesi stessi: la Cina si muove incessantemente e i suoi abitanti si spostano continuamente da un posto all'altro, dalle città alle campagne, dalle campagne alle città, ma anche dalla Cina all'Occidente e poi di nuovo dall'Occidente alla Cina. Il tema della "Translocalmotion" si concentra anche sul delicato problema della emigrazione e sulle implicazioni economiche, sociali e culturali dell'urbanizzazione. Infine, da non trascurare l'invenzione artistiche di Chen Zhiguang che con le sue formiche rampicanti sulla facciata dell'edificio del museo rende facilmente localizzabile la venue della biennale anche ad un visitatore che non conosce Shanghai. 

Il museo sarà visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 17 e l'ingresso è di soli 20 rmb.

Luisa D'Auria
ASG - Research Staff in China